Crollo circolatorio


P. Forster & B. Buser
a cura di D. Rüegg

Lo choc è un cedimento circolatorio con diverse cause, ma con sintomologia simile:

  • l'approvvigionamento ematico periferico viene ridotto con relativa malnutrizione dei tessuti.
  • Se lo stato prosegue per poco tempo (< ca. 10 min.) non ci sono conseguenze rilevanti per l'organismo,
  • altrimenti subentra:
    • Ipossia (mancanza di ossigeno) nei relativi tessuti.
    • Accumulo di metaboliti tossici (acido lattico, acido anidrico).
    • Acidosi dei tessuti.






Sintomi dello choc

Sono trattati i seguenti sintomi nelle seguenti fasi:
  • Fase iniziale.
  • Fase compensatoria.
  • Fase decompensata.
  • Indice dello choc.

Fase iniziale

  • Polso accelerato (raramente rallentato).
  • Pallore e pelle umida.
  • Pressione normale o leggermente aumentata.

Fase compensatoria

  • Pressione ridotta ma ancora misurabile.
  • Pallore e pelle fredda, sudore.
  • Polso accelerato e difficile da palpare.

Fase decompensata

  • Spesso attacchi di sudore freddo.
  • Pressione difficilmente o non più misurabile.
  • Polso molto accelerato ma difficilmente palpabile.
  • Respirazione accelerata.

Il paziente è irrequieto e si sente male fino allo svenimento.

La microcircolazione periferica è disturbata al punto che nei capillari si formano microtrombi con irriversibili lesioni tessutali negli organi colpiti.

Indice dello choc

La relazione polso/sistole supera 1 (secondo Allgöwer). Si misura la relazione tra polso e sistole (pressione superiore): polso diviso sistole:

  • Normale: valore intorno 0.5 (p.es. polso 80; sistole 160 = 80/160 = 0.5).
  • Sospetto di choc: valore verso 1 (p.es. polso 100; sistole 120 = 100/110 = 0.9).
  • Choc quasi certo: valore superiore 1 (p.es. polso 140; sistole 100 = 140/100 = 1.4). (Polso più alto della sistole!)


Percorso dello choc

Sono trattati gli avvenimenti fisiologici nelle seguenti fasi:

  • Inizio.
  • Fase compensatoria.
  • Fase decompensata.

Inizio

Lo choc inizia con:

  • Ipovolemia (volume sanguigno in circolazione abbassato).
  • e/o vasodilatazione.
  • e/o insufficienza cardiaca.

Questi eventi chiamano per riflesso le misure di regolazione compensatoria.

Fase compensatoria

Come reazione a ipovolemia, vasodilatazione, insufficienza cardica l'organismo risponde con:
  • Contrazione di vasi periferici (ritenuti meno esistenziali).
  • Svuotamento di "magazzini ematici" (milza, fegato, certe vene).
  • Produzione di adrenalina (come simpatotonico) con susseguente aumento di polso.
Tramite queste misure l'organismo:
  • Centralizza il volume ematico verso l'interno e verso gli organi esistenziali (cuore, reni).
  • Accelera il lavoro cardiaco per aumentare la circolazione.
  • Fa entrare liquido interstiziale in circolazione per aumentare la volemia.
Se si riesce ad intervenire durante questa fase con misure adatte, lo choc può essere interrotto con buon successo, altrimenti l'organismo entra in fase decompensata con probabilità di lesioni irriversibili.

Fase decompensata

La prolungata mancanza di ossigeno nei tessuti periferici libera delle istamine (ormoni tessutali) che provocano i seguenti effetti:

  • Dilatazione di capillari coni rallentamento del flusso ematico e quindi:
  • Agglomerazione di trombociti.
  • Sostenuto dall'aumento di acidosi: agglomerazione di eritrociti.
  • Formazione di fibrinotrombi.
Tutto questo porta alla formazione di microtrombi che otturano la circolazione capillare.
Il consumo eccessivo di trombociti e di fattori di coagulazione in periferia aumenta il rischio di emazie negli organi centrali dell'organismo.

Le tossine metaboliche non escretate possono ledere anche il centro vasomotorio (nel midollo allungato); il tono dei vasi colpiti si abbassa e

  • Morte di cellule e necrosi nelle aree colpite.
  • Specialmente reni.
  • Organi endocrini.
  • Intestinali.

Queste lesioni rimangono irriversibili anche se si riesce ancora a fermare lo choc in questa fase di decompensazione.

Se non si riesce a bloccarlo neanche in questa fase, il destino prosegue ineluttabilmente con:

  • Abassamento di pressione di filtrazione nei reni.
  • Acidosi elevata.
  • Mancanza di ossigeno nei reni con:
  • dapprima oliguria,
  • poi anuria con seguente
  • uremia fino
  • all'exitus.

Cause e tipi di choc

Il crollo circolatorio (choc) può avere diverse cause trattate nei seguenti argomenti:

  • Choc ipovolemico.
  • Choc cardiogeno.
  • Choc settico.
  • Choc anafilattico.
  • Choc neurogeno (traumatico).

Choc ipovolemico

Choc per via dell' abbassamento di volume sanguigno. Sono trattati i seguenti argomenti:

  • Cause.
  • Sintomi.
  • Soccorso.

Cause

  • Emazie esterne per incidenti.
  • Emazie interne (occulte) come:
    • Lesione della milza.
    • Ulcere gastriche fortemente sanguinanti.
    • Ferite di organi interni per incidenti.
    • Emazie ginecologiche come dopo un parto.
    • Emazie interne spesso difficili da diagnosticare.
  • Forti diarree (p.es. colera).
  • Bruciature di grandi aree dermiche.

Sintomi

  • Emazie e diarree: pelle pallida, fredda, sudata, estremità fredde.
  • Irrequietudine, eccitazione, attacchi di sudore.
  • Pressione calante, polso accellerante.
  • Oliguria, poi anuria.

Soccorso

Ambulanza! Nel frattempo mantenere artificialmente il lavoro cardiaco e respiratorio. Oltre alle misure comuni a tutti gli choc si tenta:

  • Di fermare l'emazia se si tratta di questo.
  • All'esterno, con bende di compressione.
  • All'interno, con interventi chirurgici.
  • Per i casi ginecologici con vasocostrittori come Secale, Senecio o Polygonum hydropiper combinati con Equiseto, Millefolii, Sarothamnus o Bursa pastoris o medicamenti sintetici di simili effetti.
  • Di aumentare la volemia (volume sangue circolante). Solitamente con infusioni, tenendo sdraiato il paziente.
  • In casi di diarrea o ustioni, se possibile anche somministrando una soluzione bilanciata secondo WHO (World Health Organization: organizzazione mondiale sanitaria) come segue:

Rp.
Aqua H2O 1 litro
Sale da cucina NaCl 3.5 gr
Bicarbonato di sodio 2.5 gr
Cloruro di potassio 1.5 gr p.es. REKAWAN
Glucosio 20 gr se non disponibile anche fruttosio, miele.

D.S. Bere quanto possibile in piccole porzioni.

Choc cardiogeno

Sono trattati i seguenti argomenti:

  • Cause.
  • Sintomi.
  • Soccorso.

Cause

  • Infarto cardiaco.
  • Gravi disturbi ritmici cardiaci.
  • Insufficienza cardiaca.
  • Embolie polmonari.
  • Pericardite.
  • Operazioni cardiache.

Sintomi

I sintomi generali sono simili a quelli dello choc ipovolemico:

  • Pelle fredda umida.
  • Eccitazione e svenimento.

Sintomi particolari sono:

  • Vene del collo sporgenti (diminuita capacità cardiaca causa aumento di pressione davanti all'atrio dx.).
  • "Marmorazione bluastra" dermica di collo, petto ed estremità.

Soccorso

Ambulanza! Nel frattempo mantenere artificialmente il lavoro cardiaco e respiratorio. In contrasto allo choc ipovolemico non si sostituiscono i liquidi e si sdraia il paziente con busto eretto.

Se disponibili e usate da chi ha nozioni di patologia, fino all'arrivo dell'ambulanza possono servire:

  • In caso di insufficienza cardiaca, ogni tanto sostanze come EFFORTIL o GLYCORAMIN.
  • In casi di embolie una mezza aspirina.
  • In caso di disturbi ritmici il Sarothamnus scoparius (Spartium scoparium).

Choc settico

Causa: infezioni batteriche (come difterite, tifo). Le loro tossine metaboliche nella circolazione possono:

  • Dilatare smisuratamente i vasi.
  • Ledere le loro pareti.
  • Intasare capillari con microtrombi.

Ambulanza! Nel frattempo mantenere artificialmente il lavoro cardiaco e respiratorio. Secondo il caso il medico farà di tutto per fermare i meccanismi fatali su tutti i fronti aperti, ma spesso non riesce.

Choc anafilattico

Reazione allergica smisurata a un antigene. Temuto da pazienti allergici (e dai loro medici) nei quali la puntura di un insetto o un'iniezione (specialmente intravenosa) può provocare un choc anafilattico. Sono trattati i seguenti argomenti:

  • Sintomi.
  • Soccorso.

Sintomi

Pochi secondi/minuti dopo il contatto con l'antigene:

  • Attacco di sudore.
  • Vomito ev. defecazione spontanea.
  • Eritema / edema esteso.
  • Difficoltà respiratoria.
  • Forte prurito del cuoio capelluto e/o della lingua.

Soccorso

Ambulanza! Nel frattempo mantenere artificialmente il lavoro cardiaco e respiratorio. Adrenalina per rinforzare la circolazione e calcio/cortisone per "tamponare" la reazione allergica ed eventualmente antistaminici (medico).

Se disponibili e usati da chi ha nozioni di patologia, fino all¹arrivo dell¹ambulanza possono servire:

  • Antistaminico: FENISTIL
  • Antiallergico: KALZIUM SANDOZ ff (Novartis)
  • Adrenalina: EpiPen (Trimedal) autoiniettore.

Chi ha a che fare con persone allergiche: informarsi dal farmacista di fiducia anche su altri prodotti.

Choc neurogeno

(choc traumatico). Per via di una disfunzione regolativa nervosa (vasomotoria, neurovegetativa).

Cause

Può essere provocato da:

  • Incidenti, ferite, lesioni.
  • Perdite di sangue (choc ipovolemico).
  • Riflesso del N. vagus causa spavento o forti dolori.
  • Emazie cerebrali.

Sintomi

  • Irrequietezza, eccitazione.
  • Paziente pallido e umido.
  • Polso alto, pressione bassa.
  • Ev. altri sintomi secondo il caso.

Soccorso

Ambulanza! Nel frattempo mantenere artificialmente il lavoro cardiaco e respiratorio. Se disponibili e usati da chi ha nozioni di patologia, fino all¹arrivo dell'ambulanza possono servire:

  • Adrenalina: EpiPen (Trimedal) autoiniettore.
  • EFFORTIL, GLYCORAMIN per sostenere la circolazione.
  • Simpatotonici anche sberle o fortissime pressioni con l¹unghia sul perineo possono essere simpatotonici.


Pronto soccorso


Ambulanza! Nel frattempo mantenere artificialmente il lavoro cardiaco e respiratorio.



  • Sdraiare il paziente e non stressarlo con comportamenti di panico!
    • In caso di choc cardiaco, ferite toracali o craniali con il busto eretto.
    • Per gli altri ev. con le gambe alzate.
  • Proteggere il paziente dal troppo freddo/caldo.
  • Calmare il paziente con voce rassicurante.


  • Se disponibili e usati da chi ha nozioni di patologia, fino all'arrivo dell'ambulanza possono servire:
    • Se possibile una siringa duratura (farfalla) intravenosa (finché si riesce a trovare la vena), il medico di soccorso ne sarà grato.
    • Per choc ipervolemico: infusione di NaCl soluzione fisiologica.
    • Per choc anafilattico: antiallergico (p.es. calcio Calcium Sandoz ff, TAVEGIL o Cortisone).
    • Adrenalina: EpiPen (Trimedal) autoiniettore.
    • EFFORTIL, GLYCORAMIN per sostenere la circolazione.
    • Simpatotonici possono essere anche sberle o fortissime pressioni con l¹unghia sul perineo.


Diagnosi differenziale


Nel linguaggio comune i termini choc, coma, collasso, svenimento sono usati spesso senza grande differenziazione, sincope è usato per uno stato mentale alterato o di assenza breve, gli altri per tali stati più duraturi.

Comune a tutti è il sintomo di alterazione mentale per diversi motivi e con diverse forme. Lo choc in termini medici, ha come causa un crollo circolatorio (che dopo un certo tempo causa anche stati mentali alterati) mentre le altre patologie sovracitate sono originate da altre cause, portano a uno stato mentale alterato e possono avere come conseguenza anche dei crolli circolatori.

Sono trattati i seguenti temi:

  • Coma.
  • Sincope, svenimento.
  • Petit mal.
  • Collasso.

Coma

Sono trattati i seguenti argomenti:

  • Alcolico.
  • Cerebrale.
  • Epilettico.
  • Diabetico.
  • Epatico.
  • Uremico.

Alcolico

Causato dell'abuso di alcool.

Cerebrale

In seguito a disturbi cerebrali come emazie, ischemia, aumento di pressione del liquido cerebrospinale.

Epilettico

Dopo grandi attacchi epilettici.

Diabetico

In seguito a iper- o ipoglicemia.

Epatico

In seguito a cirrosi epatica.

Uremico

In seguito a insufficienza renale.

Sincope, svenimento

Leggero collaso cardiovascolare causato da un disturbo di ripartizione ematica (ortostatico o psichico) con insufficiente approvvigionamento ematico cerebrale. Il paziente cade per terra, perde coscienza ed è pallido. Il polso è rallentato (raramente accelerato).

Basta sdraiare il paziente con le gambe leggermente alzate.

Petit mal

"Piccolo" attacco epilettico con breve alterazione o perdita di coscienza ma senza spasmi.

Collasso

Leggero cedimento circolatorio con perdita di coscienza senza indicazione della causa.


Annessi

Impressum

3a edizione 2009: a cura di Daniela Rüegg
2a edizione 2002: a cura di Mario Santoro
1a edizione 1999: Autore: P. Forster a cura di Bianca Buser, Benedetta Ceresa


Cc by P. Forster & B. Buser nc-2.5-it