La raccolta di piante ad uso farmaceutico è un mestiere serio. Ogni buon libro di erboristeria riporta, a questo proposito, regole e indicazioni ben precise:
molte sono le regole e le tradizioni riguardo il momento ?giusto? della raccolta di determinate piante e delle loro parti:
radici in tardo autunno o inizio primavera (depositi pieni);
cortecce e legni a inizio primavera (linfa);
foglia giovane, aromatici, in piena maturazione;
erba e fiori all?inizio della fioritura;
frutta e semenza in prima o piena maturazione;
molti guardano anche le costellazioni astrali e la luna;
raccolta da eseguire in giornate soleggiate e un po? ventilate e non durante il periodo più caldo;
nessuna raccolta clandestina di piante protette (vanno coltivate);
rispetto del territorio e della proprietà altrui (non calpestare prati, invadere la sfera privata, ecc.)
rispetto dell?ecosistema della pianta (animali, altre piante);
nessuna raccolta di singoli esemplari di piante perchè devono procrearsi;
non sterminare o distruggere una pianta inutilmente, se possibile lasciare una qualche foglia, fiore, ecc.
trattare la pianta da raccogliere con lo stesso rispetto usato verso un essere vivente (molti parlano con la pianta o dicono preghiere);
raccogliere solo pochi tipi diversi di piante in un?unica raccolta e sempre in contenitori separati;
mai raccogliere e mettere insieme piante velenose con altre piante;
in caso di incertezza: raccogliere una sola pianta e determinarla esattamente a casa;
cesti, sacchi di carta o stoffa sono raccoglitori ideali. La plastica è vietata (condensa, muffa);
Molti alimenti sono anche rimedi e si consumano freschi o essiccati, come spezie da aggiungere ai cibi (cipolla, aglio, pepe, peperoncino, alloro, rosmarino, salvia, basilico, menta, timo, prezzemolo, erba cipollina, chiodi di garofano, noce moscata, finocchio, anice, cumino, cardamome, curry, ecc.).
Molte parti di piante medicinali sono conservate sott?olio, sott?aceto, in preparazioni di fermentazione lattica o surgelate in cubetti di ghiaccio. Di molte altre si preparano passati o spremute che si consumano fresche o si comprano sterilizzate (p.es. dalla ditta BIOTTA);scelta che spazia tra frutta, bulbi e rizomi (carota, barbabietola, sedano, patata ecc.).
Meno nota ma spesso efficace è la spremitura di erbe recenti fatta con appositi utensili (come si fa ogni tanto con l?aglio). Chi non è pratico, non faccia spremute di piante che si consumano solo cotte (p.es. patate, leguminacee), perchè possono contenere sostanze poco salutari o il loro dosaggio è difficile.
È consigliata la consumazione di germogli della semenza di ogni tipo di semi alimentari, ricchi di micronutrienti e abbastanza digeribili perchè contengono ancora poche lignine mentre le sostanze di ?immagazzinamento? sono già trasformate in sostanze digeribili. Lo stesso vale per i germogli di molte piante selvatiche cresciute su suolo poco inquinato e concimato (come le fogliette giovani del tarassaco raccolte a inizio primavera).
Molti preparati galenici vengono eseguiti solo o anche come estratti alcolici (tinture, vini, aceti, ecc.), acquosi (macerati, infusi, decotti, ecc.) o zuccherati (sciroppi, marmellate, elettuari, ecc.).
L?essicazione è forse il metodo di conservazione più antico e naturale per semi, noci e ghiande (cereali, leguminacee, noci, noccioline, mandorle, ecc.).
L?essicazione delle foglie, dell?erba, dei fiori, delle radici, ecc. richiede invece particolari provvedimenti per ottenere un prodotto qualitativamente soddisfacente:
raccolta durante i giorni secchi, areati, soleggiati per evitare muffe e putrefazione;
scelta di esemplari sani, belli e non infettati; raccolta sensata e rispettosa dell?ecosistema;
trasporto in cesti o tessuti areati in piccoli lotti (per evitare fermentazioni);
immediata scelta, pulitura e separazione meticolosa;
È possibile un?immediata inibizione dei processi enzimatici di decomposizione e fermentazione tramite l?esposizione calorica 60 - 70 centigradi per pochi minuti (forno) dopo averli tagliuzzati;
un effetto simile si raggiunge appendendo le piante a mazzi e a ?testa in giù? garantendo così l?apporto di acqua alle punte fino al momento del decesso cellulare, ma bisogna farlo subito per evitare un??embolia d?aria?;
essicazione in un posto ombroso, arieggiato e caldo / secco a strati sottili (evitare la fermentazione) e protetto da parassiti e insetti inquinanti (eventualmente coprire con la garza);
a essicazione terminata le erbe sono prima ?messe a riposo? in mucchietti per qualche giorno e poi depositate in recipienti di vari materiali, protette da umidità, luce e parassiti, meticolosamente contrassegnate con il contenuto e la data.
Per certe erbe raccolte in fasci e in quantità più grandi si usa sin dai tempi remoti l'essicazione appesa a ?testa in giù?:
Le piante essiccate sono la base per la maggior parte delle preparazioni galeniche come le polveri, le tinture, i macerati, gli infusi, i decotti, le creme, gli unguenti, ecc. L?uso inalterato delle erbe essiccate è frequentissimo in cucina ( spezie aromatiche, peperoncino, levistico (maggi), aglio ursino, timo, ecc.)
Le erbe essiccate, con rare eccezioni, diminuiscono notevolmente le loro proprietà entro ca. due anni.
E? buon uso fitoterapeutico che con la nuova raccolta di una pianta, l?eventuale avanzo dell?anno prima non si getti ma lo si elabori in preparati più duraturi, preferibilmente in tinture. E? anche buon uso combinare erbe di due anni per la fabbricazione di tinture e oli.
Le polveri sono delle erbe essiccate (o minerali) finemente contuse e/o macinate.
Una volta, a questo scopo si usava il mortaio e il pistillo; io faccio ancora così per piccole dosi. È un mestiere faticoso ma contemplativo. Per dosi più grandi si usano degli appositi marchingeni o frullatori speciali. Personalmente adopero il macina caffè elettrico (anche se a volte mia moglie mi rimprovera quando non lo pulisco bene e il caffè ha uno strano sapore).
Le polveri normalmente si conservano negli appositi recipienti meticolosamente contrassegnati con l?indicazione del contenuto e la data. Personalmente preferisco sminuzzare finemente le erbe solo quando mi servono (polverizzate si conservano meno).
Uso delle polveri:
L?uso delle polveri di erbe inalterate è frequentissimo in cucina (pepe, noce moscata, chiodo di garofano, cannella, cumino, cardamome, curry, anice, finocchio, ecc.),
o direttamente per via orale, sciolte in bevande o cibi, perchè l?assorbimento delle sostanze attive nell?intestino è facilitato,
oppure per delle ulteriori preparazioni galeniche come pillole, compresse, cataplasmi, pastiglie, capsule, unguenti pastosi, ecc.
anche certe tinture ed estratti (specialmente di radici, legno, corteccia, steli) si preparano sotto forma di polveri (grossolane), perchè l?estrazione delle sostanze attive dai tessuti molto duri e densi è facilitata.
Mia nonna faceva delle ?pillole? nel modo seguente:
mollica di pane lavorata (o argilla umida, o pasta),
polvere della droga scelta,
formazione di ?palloncini?,
essiccamento.
Il dosaggio non è certo preciso al milligrammo, ma per le droghe ?miti? o ?medie? con questo metodo si ottiene un?ottima preparazione casalinga.