TS* fisiol., periodo della vita della donna e delle femmine dei Primati superiori in cui si verifica la cessazione della funzione ovarica e la scomparsa definitiva delle mestruazioni CO* periodo di tempo in cui nelle donne di età compresa generalmente tra i 46 e i 52 anni si verifica la definitiva scomparsa delle mestruazioni, spesso caratterizzato da concomitanti disturbi neurovegetativi, somatici e psichici: essere, entrare in m.
cli|ma|tè|rio:
TS fisiol., periodo della vita, caratterizzato da diversi disturbi fisiologici, nel corso del quale avviene una progressiva involuzione delle ghiandole sessuali. Polirematiche: climaterio femminile loc.s.m. TS fisiol. ⇒menopausa climaterio maschile loc.s.m. TS fisiol. ⇒andropausa.
De Mauro | *CO => comune; TS => tecnico-specialistico. | Si noti, che in senso comune è inteso solo il periodo di transizione ormonale femminile.
Durante la pre-menopausa, un periodo che può durare anche 10 anni, il corpo femminile riduce notevolmente la produzione estrogenica (negli organi sessuali femminili) fino al momento in cui l’ovulazione e le seguenti mestruazioni cessano (ca. tra 46 e 52 anni). Nel tentativo di riattivare la produzione estrogenica, le gonadotropine (LH -luteo e FSH -follicolostimolante nell’ipofisi) aumentano di concentrazione (ca. tra 30 e 70 anni).
Quindi in premenopausa le gonadotropine si comportano già come in età avanzata, mentre (sempre di meno) gli estrogeni si comportano come in un corpo giovane. Questo causa sbalzi di regolazione ormonale che si manifestano (in modo più o meno marcato) in sintomi come:
Percorsi ormonali sessuali femminili
vampate di calore,
mal di testa,
esaurimento,
irritazioni della vagina,
sbalzi d’umore,
depressioni,
irrequietudine interna ... ,
in parte simili alla sindrome premestruale.
Questi ormoni,essendo coinvolti anche in alcuni processi metabolici (come quello del calcio o della lipidemia) possono provocare notevoli alterazioni. Altri, quali progesterone, ossitocina e prolattina cambiano anche concentrazione.
Tutti questi sintomi sono molto individuali sia come ripartizione, come gravità o come estensione nel tempo.
C'è chi soffre per lunghi anni di gravi disturbi e chi invece non si accorge quasi del cambiamento in atto. È ingiusto e antiterapeutico "psicologizzare" questo fatto, perché bisogna tener conto sia di fattori genetici - biologici che di fattori socio-culturali.
Gli stressori,secondo il caso, dopo una reazione iniziale riflessiva, istintiva ed emotiva, attuano un determinato programma per il controllo e la regolazione di una risposta sensata:
auto-conservante: p.e.impulsi di sonno, sete, fame, ...
specie-riproduttivo: p.e. impulsi di eccitazione sessuale, cure parentali, ...
socio-relazionale: p.e. in caso di confronti con inferiori, superiori, colleghi, ...
In menopausa, dopo le palpitazioni della fase transitoria critica e con l'impostazione del sistema endocrino su un nuovo equilibrio, cambia prevalentementemente l'importanza degli stressori:
socio-relazionali: p.e. confronti con inferiori, superiori, colleghi, ...
È evidente che in età avanzata, gli stressori specie-riproduttivi diminuiscono notevolmente, i socio-relazionali possono anche aumentare e gli autoconservanti pare diminuiscano a causa del cedimento di stimoli neurovegetativi elementari come fame, sete, sonno.
Un’alimentazione ricca di proteine vegetali: fagioli, piselli, ceci, lenticchie, soia (tutte leguminacee con alti tassi di fitoestrogeni e fibre) ma anche tofu (di soia) e funghi; un po’ di proteine di pesce e pochissime di carne, uova e formaggi.
Un’alimentazione ricca di calcio (ma scarsa di latticini!):
Latte di soia, tofu (normalmente arricchito di calcio minerale).
Sarde e “pesce grasso” (oli omega-3 e vitamina D).
Frutta secca: fichi, datteri, uvette, albicocche.
Acqua minerale ricca di calcio.
Equiseto e ortica come piante medicinali.
Consigliando una simile alimentazione non abbiamo fatto buone esperienze (ad eccezione che con pazienti da sempre vegetariani / salutisti), perché a persone in età avanzata risulta indigesta(salvo eccezioni).
Per approfondire il tema a livello “nutritivo” (anche se terapeuticamente lo si usa poco) consiglio la lettura di:
FIORAVANTI F., RUGGERI, D.: Alternative agli estrogeni: XENIA edizioni, Milano 1999.
A tutti i naturopati consiglio il libro della nostra collega Rina Nissim:
NISSIM, Rina: La ménopause; edition mamamélis, Genève 1996 Wechseljahre Wechselzeit; Orlanda Frauenverlag GmbH, Berlin 1995
Le regole igieniche e nutritive durante questo periodo sono le seguenti:
Molto movimento (dolce) per diminuire lo stress, curare il sistema motorio e cardiovascolare.
Nutrizione ricca di calcio, magnesio, vitamina D e C per mantenere l’apparato osseo.
Lipidi basso molecolari e non saturi (burro, olio pressato a freddo) invece di grassi animali e vegetali.
Tenere d’occhio l’ipoglicemia che acutizza i sintomi menopausali.
Di solito nelle persone in età avanzata diminuiscono anche le capacità digestive. Occorre quindi un'alimentazione
non troppo vegetale,
ricca di proteine animali,
con poche fibre vegetali e
ben cotta
abbondantemente speziata e salata
con almeno una bibita a pasto
Seguendo questi presupposti, si riesce a consigliare il paziente in modo mirato. Sorprende comunque il contrasto tra questo consiglio e le convinzioni dietetiche della persona (formate sulla base dell’opinione pubblica pseudomedica).
Gli ormoni sono “invenzioni evolutive” molto vecchie e in tante piante medicinali e piante alimentari sono contenute sostanze che hanno caratteristiche simili agli ormoni sessuali:
Fitoestrogeni:
in tutte le leguminacee, specialmente in piselli e soia ma anche in tutti gli altri innumerevoli tipi di leguminacee come ceci, fave, lenticchie, trifoglio (Hb.).
Flavonoidi:
in paesi anglosassoni anche vitamina P, (rutina, esperidina, ...) in tante piante medicinali come buccia di agrumi (esperidina), ruta, ippocastano (rutina), fruct. rosae caninae, crataegus, ginkgo, carduo, betulla, coda cavallina, camomilla, passiflora, ...
D.S. Ingerire da 20...40 gocce (1...2ml) 3 volte al giorno in un po' d'acqua. Cave! Controindicato (per scrupolo medico) a pazienti afflitti da tumori al seno sensibili agli estrogeni.
Ricettario galenico magistrale: Equilibratore del sistema ormonale
DS Ingerire da 15 gocce (0.5ml) al giorno in un po' d'acqua.
Personalmente non ho avuto grande successo con le mie ricette (per questo non le cito) contro le vampate di calore e non prescrivo rimedi contro questo disturbo. Il regolatore ormonale sopra citato, che contiene un alto tasso di cimicifuga (estrogenico), normalmente riduce le vampate a un livello sopportabile (mi dicono). Lo svantaggio è che, per scrupolo medico, non lo posso prescrivere alle pazienti afflitte da tumori al seno e quindi sensibili agli estrogeni. Peter
La Signora Nissim consiglia la vitamine E, olio di lino, di germe di frumento, di enotera, borragine ed estratto di meliloto ingeriti, e questo posso solo sostenerlo, anche se personalmente sono un po’ più cauto con i dosaggi.
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